venerdì 15 gennaio 2021

Pro Loco Rivalta preoccupata per il futuro di tre boschetti

A Rivalta sul Mincio, nei pressi del centro abitato del paese, vi sono piccole, ma importanti aree boscate, grazie anche ad iniziative di piantumazione con essenze pregiate circa 20 anni or sono. Tali zone, così arricchite, sono divenute realtà ambientali e paesaggistiche importanti non solo per la biodiversità e le particolari nicchie ecologiche, ma anche per una ulteriore difesa di quell’ambiente, più unico che raro, le Valli del Mincio.

Si possono distinguere tre aree boscate, piantumate con finalità e modalità d’impianto diverse, che comprendono numerose e varie tipologie di alberi e di arbusti di tipo autoctono e che hanno gradualmente assunto negli anni una grandissima importanza dal punto di vista naturalistico. È un vero e proprio ponte ecologico, in collegamento con le aree boscate in destra Mincio, sino alle porte di Mantova.

In particolare le fasce boscate continuano in fregio alla ciclabile Rivalta-Grazie, anche addentrandosi nelle Valli, e nel tratto dal ponte sull'Osone sino a Grazie; quindi il tratto che da Grazie prosegue in zona Cerchie sino nei pressi del fondo Ostie, per poi ripresentarsi da Angeli sino a Belfiore.  

1) Il “Boschetto delle Montagnine”

Così chiamato perché, a ridosso del terrazzo fluviale - paleoalveo del Mincio, con un dislivello di oltre 10 metri è una bellissima zona panoramica a sbalzo sulle Valli del Mincio. Tali dislivelli, in certi punti assai ripidi, per i Rivaltesi sono sempre stati “Le Montagnine”. 

Di circa tre ettari e mezzo, è stato realizzato 20 anni fa dal proprietario, grazie a fondi europei agricoli, con la finalità di “bosco produttivo di essenze pregiate”. Infatti si possono apprezzare molte varietà di alberi e arbusti tipici della nostra pianura. Gli alberi, in filari, in questi anni sono sempre stati curati ed è possibile visitarlo agevolmente.

Il bosco è posto a fianco della strada Settefrati che esce da Rivalta verso Sacca-Goito, per un tratto di circa 300 metri, occupando una collinetta naturale posta in posizione panoramica rispetto ai canneti della Riserva Naturale; dall’altro lato interposta tra il boschetto e la strada, vi è una ampia capezzagna inerbita.

2) Il “Boschetto di Monte Perego”

Uno degli ultimi boschi di ontano nero presenti in Pianura Padana occupa, un'area di circa sei ettari, posto su area privata a lato della ciclabile Rivalta-Grazie, prima del paese di Rivalta, provenendo da Grazie. Il boschetto è stato arricchito di essenze grazie a interventi del Parco del Mincio, stipulando una convenzione con la proprietà. Tale convenzione da alcuni anni è scaduta e nel frattempo alcuni eventi meteorologici ostili lo hanno gravemente danneggiato: prima una nevicata, poi un fortunale hanno abbattuto molti alberi, ma il successivo taglio e asporto dei tronchi danneggiati non ha assolutamente ripristinato tali percorsi, ora in stato di completo abbandono. 

3) Il “Boschetto presso corte Arrivabene”

Di circa quattro ettari, il boschetto si estende dalla omonima corte sino al depuratore di Rivalta ed è un’efficace barriera fra i canneti e i terreni agricoli.
 
Lo si notata molto bene da via Arrivabene, ma è sempre passato inosservato. Nel corso degli anni, per il progressivo interrimento della palude (dovuto alla grave penuria idrica e all’abbandono del canneto, non più commercialmente produttivo), si sono sviluppate molteplici essenze arboree spontanee, con prevalenza del salice bianco. Oramai può definirsi un bosco rigoglioso, che merita una giusta attenzione e valorizzazione.

Queste realtà boscate poste immediatamente prima e dopo il centro abitato di Rivalta, hanno sempre più assunto una grande importanza ecologica a protezione dell’habitat “Valli del Mincio”, contribuendo alla conservazione della Riserva, fornendo uno schermo di protezione ecologica, importante sia rispetto alle aree agricole soggette a coltivazioni intensive con spandimenti di liquami, sia rispetto all’inquinamento atmosferico e sonoro del traffico veicolare delle vicine arterie stradali. 

Il valore bio-ecologico e naturalistico degli alberi

Vogliamo segnalare inoltre che proprio in queste aree ci sono stati vari avvistamenti, oltre che di avifauna tipica, anche di altre specie per noi insolite, come lo scoiattolo, il ghiro, il tasso, il capriolo, l’istrice. L’importanza degli alberi e del bosco supera largamente il loro significato produttivo grazie al valore bio-ecologico e naturalistico e alla capacità di proteggere il territorio dall’erosione. 

La vegetazione, inoltre, accentua la bellezza dei luoghi e migliora l’ambiente, svolgendo così un ruolo importantissimo per il benessere fisico e psicologico dell’uomo. Il bosco eroga quindi servizi, che talvolta è difficile quantificare sotto l’aspetto economico, ma che sicuramente permettono di ridurre il rischio di dissesti idrogeologici, di incrementare il valore turistico del territorio, di ridurre l’inquinamento ambientale. 

È indubbio che i paesaggi caratterizzati dalla presenza di alberi e aree boscate sono più apprezzati di quelli che ne sono privi e ciò induce effetti positivi anche in ambito turistico. Tutti noi che viviamo in un contesto altamente urbanizzato, ricco di insediamenti industriali e civili, sentiamo particolarmente la necessità di avere accanto un ambiente ricco di bellezze naturali, per questo questi piccoli boschi possono rappresentare la soluzione a questa nostra esigenza. 

Quale futuro per queste aree boscate?

Siamo sinceramente molto preoccupati per il futuro di queste aree boscate. Le ultime due abbandonate a se stesse e non fruibili. La prima, il "Boschetto delle Montagnine", zona assai più fruibile, ma anche non regolamentata, è quella che ci preoccupa maggiormente.

Mentre le ultime due zone sono soggette a tutela, l’area delle "Montagnine", quale bosco produttivo, potrebbe letteralmente scomparire. Infatti sono in scadenza quest’anno i fondi comunitari europei che venti anni fa hanno permesso la piantumazione e mantenimento del bosco stesso. In mancanza di una precisa e puntuale giustificazione economica tutta l’area potrebbe essere riconvertita in area agricola tradizionale. 

Quindi temiamo che, per i motivi sopra esposti, queste realtà boschive, lasciate a se stesse, siano dimenticate o possano addirittura scomparire, con gravissimo danno sia all’ambiente ambiente ma anche all’immagine stessa di Rivalta, cuore pulsante della Riserva Naturale "Valli del Mincio", che da sempre cerca di difendere i valori della propria storia e cultura, indissolubilmente legati proprio all’ambiente palustre del Mincio. Questi Boschetti, grazie anche agli interventi degli ultimi venti anni, sono oramai divenuti parte integrante del nostro paesaggio. È difficile per la nostra comunità immaginare di privarsene, anche solo in parte. 

Richiesta di interessamento a Enti Locali e Parco del Mincio

Tutto ciò premesso chiediamo e invitiamo gli Enti locali e il Parco del Mincio ad un sollecito interessamento, in particolare per il "Boschetto delle Montagnine", che possa portare, a breve, ad intraprendere azioni e progetti finalizzati in primis alla tutela e conservazione dei boschetti e in seguito al rimboschimento, alla manutenzione, alla fruizione e a nuove forme di gestione integrata. 

In tal senso la nostra Pro Loco "Amici di Rivalta", facendosi interprete della Comunità Rivaltese sempre più sensibile ai problemi ecologico-ambientali, nei limiti delle proprie possibilità e tempi, si propone per collaborare in qualsiasi modo alle iniziative, progetti e attività che permettano la conservazione e il miglioramento dei "Boschetti di Rivalta".

Associazione Pro Loco "Amici di Rivalta", Dicembre 2020

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